
Per turismo sessuale si intende un sistema illecito, o a volte para-legale, di sfruttamento della prostituzione. Il turista cerca in questi paesi stranieri una “merce” difficile da ottenere nei paesi d'origine: soprattutto minori ma anche donne. In questi luoghi il turista può attuare comportamenti criminali senza correre il rischio di essere punito in quanto affiancato da strutture apparentemente legali come agenzie di viaggio che sono invece copertura di attività illecite.
Questa attività ha raggiunto dimensioni globali già dagli anni '70 con la crescita economica dei paesi industrializzati e l'abbassamento dei costi aerei.
I minori sono venduti molto spesso dalle famiglie stesse convinte di avviarli ad una vita migliore. La causa principale è la povertà che definisce quindi chiaramente come questo fenomeno non sia altro che espressione del divario economico Nord-Sud.
Negli ultimi due anni il turismo in Brasile è aumentato del 13,5 per cento, e buona parte di questa percentuale è costituita dal turismo sessuale. 700 mila sono i turisti che provengono da America del Nord e Europa. 80 mila sono le prenotazioni fatte da italiani.
Sono oltre 500mila i minori coinvolti nel turismo sessuale che vengono selezionati nei quartieri più poveri.
Fonte: PeaceReporter
Nella città di Sandaski (Bulgaria) abitata da 30mila abitanti ci sono 2mila prostitute. Migliaia di greci arrivano in autobus fino a qui in cerca di sesso a pagamento. Le donne costrette alla prostituzione vengono dalle regioni del nord con il più alto tasso di disoccupazione. Si possono affittare a ore ma si possono anche comprare per portarle all'estero. I prezzi in quest'ultimi casi variano dai mille ai 3mila euro.
Fonte: Osservatorio sui Balcani
Lo sfruttamento sessuale di bambini e bambine in Kenya ha raggiunto livelli altissimi ed è in aumento nelle zone costiere del Kenya, secondo uno studio condotto dall'UNICEF e dal Governo del keniota. Circa metà dei clienti che abusano di bambine sono uomini europei, con gli italiani al primo posto. Lo studio, le cui conclusioni sono state presentate ieri a Nairobi, nell'ambito di una vasta campagna condotta dall'UNICEF in Kenya per contrastare gli abusi e la prostituzione minorile , indica in circa 15.000 il numero di bambine e ragazzine tra i 12 e i 18 anni che saltuariamente si prostituiscono nei quattro distretti costieri del Kenya: Mombasa, Kilifi, Malindi e Kwale : in pratica, il 30% della popolazione della zona in quella fascia d'età.
- Il rapporto di Unicef
a cura di Paola Sartori
