Nuove Schiavitù
Notizie e documenti sulle nuove forme di schiavitù.


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Schiavitù ieri

La Convenzione internazionale del 25 settembre 1926 relativa all'abolizione della schiavitù definisce la schiavitù come " ...lo stato o condizione di un individuo sul quale sono esercitati gli attributi del diritto di proprietà o alcuni di questi ", (articolo 1, § 1)

Il termine
Il termine "schiavo" deriva da "slavo" e cominciò ad essere utilizzato nel sec.X, quando l'imperatore Ottone I vinse gli slavi e ridusse a schiavitù l'intera popolazione

Nella Storia
La schiavitù è un'"istitituzione" molto antica: vi sono testimonianze che attestano la sua esistenza in Mesopotania fino dal 5000 a.C.

In Egitto, gli schiavi appartenevano al Faraone, ai grandi dignitari dello stato, ai sacerdoti; erano un bene prezioso, data la necessità di manodopera, e per questo la legge puniva con la morte la loro uccisione.

In Babilonia il Codice di Hammurabi (XX sec. a.C.) riconosceva agli schiavi trattamenti differenziati a seconda dell'origine del rapporto di schiavitù, regolandone anche i casi di ritornare libero attraverso riscatto, adozione o liberazione da parte del padrone.

Nel VII e VI secolo in Grecia gli schiavi rappresentavano tra il 25 e il 50 per cento della manodopera servile: si trattava di barbari che venivano acquistati o greci fatti prigionieri in gurra, rapiti, o venduti in seguito a reati (debiti). Veniva loro garantito vitto, vestiario, alcune garanzie di tipo giuridico e, talvolta, un modesto salario.

Nel mondo romano, la quasi totalità degli schiavi erano stranieri fatti prigionieri o aquistati. Inizialmente la loro condizione era molto dura, ma in seguito alle ribellioni, poi migliorò (mantenimento delle coppie in caso di vendita, diritto a possedere e a ereditare).

Con l'espansione dell'islamismo nell'età medievale fu introdotta una nuova discriminazione (quella religiosa) per giustificare l'asservimento di altri uomini: dalla fine del IX secolo si diffusero nel bacino del mediterraneo le razzie dei pirati arabi intese a catturare e vendere gli "infedeli" cristiani.

Tra i secoli XI e XVI si ridusse il numero di schiavi in agricoltura, mentre prese piede l'uso di servitù domestica, mentre nel XV secolo la schiavitù ebbe un pieno rilancio: i portoghesi si posero al centro di un amplissimo commercio di schiavi tratti dalle popolazioni africane cui erano entrati in contatto nel corso delle loro prime navigazioni verso l'Asia. Inoltre papa Niccolò V chiese di ridurre in schiavitù tutti i musulmani del continente nero (1542); l'Africa divenne quindi serbatoio per la popolazione schiava trapiantata in Brasile.

La tratta degli schiavi lungo la rotta atlantica divenne però un affare colossale quando la Spagna dovette importarne nelle proprie colonie (dopo aver sterminato la popolazione indigena, costretta nel lavoro schiavo delle miniere).

A partire dal XVIII, motivi ideali (il riconoscimento, proprio dell'illuminismo, dei diritti naturali dell'uomo) e politico-economici (meccanizzazione del lavoro) furono alla base del processo di abolizione della schiavitù sfociato nella delibera della Società delle Nazioni che nel 1926 la mise definitivamente fuorilegge.

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