
Il Progetto "La ragazza di Benin City" affronta la problematica delle ragazze africane che giungono in Italia, ridotte in condizione di schiavitù e vuol farsi strumento non confessionale di azione concreta, operando su quattro fronti:
1 - con le "organizzazioni del volontariato", incentivando a loro favore il flusso dei sostegni finanziari grazie ai quali possono portare avanti percorsi di recupero di queste ragazze;
2 - con le "istituzioni", sollecitandole a non risolvere il problema solo con il rimpatrio delle ragazze;
3 - verso i "clienti", recuperandoli ad un comportamento responsabile ed aiutandoli a superare il loro stesso disagio con l'apporto di gruppi spontanei di auto-mutuo aiuto;
4 - verso l'opinione pubblica proponendo iniziative di sensibilizzazione.
Il Progetto non raccoglie direttamente e non gestisce denaro, ma invita chi può e lo desidera, ad adottare a distanza una ragazza, finanziandone, in modo reciprocamente anonimo, il percorso di recupero attuato dalle organizzazioni del volontariato.
