
- L'opinone di Paolo Borgna, 54 anni, pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Torino" -
La schiavitù non è un fenomeno lontano nel tempo o confinato in quei Paesi che il giurista Vincenzo Manzini bollava come "Stati barbarici", ma è una realtà drammatica dei nostri giorni e delle nostre metropoli, dove giovani donne e bambini vengono comprati e venduti per poche migliaia di euro, sfruttati, violentati e torturati, senza finire quasi mai sotto i riflettori della pubblica opinione e, spesso, sfuggendo anche ai rigori della legge. Possono bastare settemila euro per una vita, cui vengono negate l'identità e le libertà, da quella economica a quella di spostarsi, coltivare relazioni, amicizie o affetti. E davanti al dramma della tratta e della schiavitù contemporanee appare difficile vincere la battaglia dei corpi in vendita con un disegno di legge che si limita a colpire il fronte prostitute-clienti, mentre servirebbe innanzitutto una più incisiva azione di coordinamento internazionale...
Datasport," l`espressione "schiavo", banalizzata da un giocatore..."
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Dario Fo, Premio Nobel, "Meglio schiavo che operaio"
Xavier, frate domenicano, "Schiavitù oggi fenomeno subdolo"
Dacia Maraini, "Dobbiamo rivedere il concetto di schiavitù"
Lina Cusano, "Esiste un gran numero di catene invisibili e pesanti di cui nessuno si occupa"
Enrico Pugliese, "Termine schiavitù, pericoloso usarlo in maniera estensiva"
Beppe Grillo, "Fare lo schiavo sudista era meglio"
Genet Mehari, "La schiavitù non è superata"
De Luca, "Tra esclusione e schiavitù"
Genet Mehari, "Schiava per legge "
Julian, manovale rumeno;, "Non posso rischiare di perdere questo lavoro"
Touadì, "Schiavitù con la legge Fini-Bossi"
Condorelli, "Schiavitù come impossibilità di scegliere"
Colombo, "Schiavitù se il consenso è obbligato"
Briguglio, "Schiavitù, quando il lavoro è collegato al permesso"
Castellani, "Schiavitù, negazione totale e legalizzata dei Diritti Umani"
