
Da una trasmissione di Rai Educational, la riflessione sul tema "Modernità ed esclusione" dello scrittore Erri De Luca.
STUDENTE: L’esclusione sociale cambia con il tempo. I principali esclusi di una volta erano anzitutto gli schiavi, i quali ereditavano la loro condizione con la nascita. Oggi, secondo Lei, quali sono i principali esclusi?
DE LUCA: In Italia gli schiavi erano tutti gli "esclusi" del primo Novecento, che non trovavano pane e vita nel proprio Paese ed emigravano nelle Americhe o in giro per il mondo. Definirei quelli gli "esclusi" a viva forza. C’è stata e c’è una vasta tipologia di "esclusi". Gli ultimi "esclusi" sono quelli che giungono nel nostro Paese dal Terzo Mondo e dai Paesi dell’Est, perché costretti da miserie o da condizioni politiche insopportabili. Attualmente la maggior parte della popolazione carceraria é composta da extracomunitari, gli ultimi "esclusi" appunto. L’aggravante è costituita da quei "centri di prima accoglienza" in cui questi "esclusi" vengono rinchiusi, che spesso diventano "centri di ultima accoglienza" perché vi imperano condizioni di morte e desolazione. Li si ritiene responsabili solamente di avere calpestato senza autorizzazione il nostro suolo sacro.
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Condorelli, "Schiavitù come impossibilità di scegliere"
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